Oltre le barriere delle proprie emozioni

Come e’ possibile ritrovarle tutte lì mescolate insieme, non sapere più riconoscerle e farci a pugni ?

Si, parlo delle emozioni. Repentine, subdole… alcune hanno una scia, altre sono persistenti, altre semplicemente svaniscono lasciando lo spazio al più’ magico dei sentimenti : l’amore.

« Non c’e’ altro rimedio all’amore che amare di più’ »

(Henry David Thoreau)

Sono trascorsi 5 mesi da quando sono arrivata per la prima volta in South Sudan. Ho incontrato volti fieri, profile gentili, uomini e donne sorridenti. Mi hanno abbracciato bambini, salutato giovani adulti, riconosciuto esperti.

Ho provato ad accogliere con una stretta di mano, un abbraccio, una parola 35 nazionalita’ e/o tribu diverse, ed ogni volta e’ stata una scommessa nell’incontro, nella nascita di una relazione che qui va oltre Il confine del privato, del professionale, delle ore di vita e di lavoro. Semplicemente si sperimenta la vita insieme imparando gli uni dagli altri.

Grazie alla scarsa mobilità a cui siamo tenuti per la logistica dei luoghi, a volte per le condizioni di sicurezza, il vivere insieme diventa necessario e con esso il conflitto.

I progetti che ho visitato finora e i servizi che offriamo in South Sudan hanno storie molto diverse le une dalle altre, difficile conciliare i bisogni e le aspettative se non riconoscendo ogni giorno che l’unica cosa che ci unisce è la qualità della salute che vogliamo poter offrire ai nostri pazienti per quanto afflitti dalle condizioni più estreme di vita.

In questo scenario, prima ancora che conflitti esterni, nascono conflitti interni. Si ha a che fare con tanti punti di domanda e alle volte anche tanto banali : dalla spesa per i beni primari di lusso (es. cibo europeo sulla tavola), alla voglia di evadere (un party a settimana), alla mancanza di contatto con ciò per cui operiamo (circa il 30% del personale non e’ a contatto con i pazienti)… e ??? a volte si tramutano in contraddizioni e paradossi (es. MSF opera da 35 anni in South Sudan, un paese altamente vulnerabile e instabile, eppure circa il 70% del nostro staff e’ nazionale e ha contratti di lavoro duraturi, circa il 50% dello staff ha oltre i 5 anni di esperienza).

Quando incontro il conflitto, oggi, ho imparato a riconoscerlo, forse non ancora ad attraversarlo, ed è per questo forse che le emozioni tutte a un tratto si mescolano.

Ma ora quando mi capita di viverlo non lo temo, e ricordo che « …un aquilone vola solo se ha il vento contro, non a favore » (Hamilton Wright Mobie).

Ad un tratto i nodi allo stomaco si sciolgono e ricominci a chiamare con il proprio nome il piacere, il dolore, la rabbia e la paura : le 4 emozioni che sfidano la cultura di tutti i popoli.

Yei miniFAD 2018

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...